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	<title>Elementi della Tartuficoltura Archivi - Pianta Tartufigena di qualità</title>
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	<title>Elementi della Tartuficoltura Archivi - Pianta Tartufigena di qualità</title>
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		<title>Elementi della Tartuficoltura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Fratini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 08:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elementi della Tartuficoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la realizzazione di una tartufaia coltivata devono essere soddisfatti i seguenti elementi:<br />
1 - Pianta tartufigena di qualità;<br />
2- Ambiente di coltivazione idoneo;<br />
3- Tecniche colturali idonee di pre-impianto, impianto e post-impianto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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					<h1 class="entry-title">Elementi della Tartuficoltura</h1>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong><span class="ff2 cf0 fs28"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-8993 alignleft" src="https://www.piantatartufigenadiqualita.it/wp-content/uploads/2018/09/elementi-della-tartuficoltura-blurb.jpg" alt="elementi della tartuficoltura blurb" width="319" height="408" /><br />
Per la realizzazione di una tartufaia coltivata devono essere soddisfatti i </span></strong><strong><span class="ff2 cf0 fs28">seguenti elementi:</span></strong></p>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28"> &#8211; Pianta tartufigena di qualità;</span></strong></p>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28"> &#8211; Ambiente di coltivazione idoneo;</span></strong></p>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28"> &#8211; Tecniche colturali idonee di pre-<wbr />impianto, impianto e post-<wbr />impianto.</span></strong></p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_divider et_pb_divider_0 et_pb_divider_position_ et_pb_space"><div class="et_pb_divider_internal"></div></div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Pianta tartufigena di qualità</span></strong></h3>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Con il termine &#8220;pianta tartufigena di qualità&#8221; si intende una pianta micorrizata da una specie di tartufo, prodotta in vivaio seguendo un determinato protocollo scientifico e rispondente a determinate caratteristiche qualitative accertate da controlli morfologici e biomolecolari.<br />
Le caratteristiche qualitative che deve possedere una pianta per poter essere classificata come pianta tartufigena di qualità sono:<br />
</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">dimensioni che rispecchiano quelle medie di semenzali della stessa specie e della stessa età;<br />
</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">assenza di malattie parassitarie;</span></strong><strong><span class="fs28 ff2 cf0">                                                                     </span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">buon rapporto tra la dimensione del fusto alla base e la sua altezza;<br />
</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">buon rapporto tra apparato radicale ed aereo;</span></strong><strong><span class="fs28 ff2 cf0">                                         </span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">apparato radicale non fortemente spiralizzato;<br />
</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">micorrizazione rispondente ai parametri previsti dal metodo di controllo delle piante tartufigene;</span></strong><strong><span class="fs28 ff2 cf0">                            </span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">certificato di origine della semente;<br />
</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">certificato di idoneità tartufigena.<br />
</span></strong></li>
</ul>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><br />
<b>Ambiente di coltivazione idoneo</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ogni specie di tartufo ha precise esigenze pedologiche e climatiche dove può completare il suo ciclo vegetativo: è compito del tecnico valutare le possibilità di coltivare una o più specie di tartufo in un determinato ambiente. </b><br />
<b>Comunemente l’analisi climatica viene eseguita solo nei casi in cui il tartufo che si vuole coltivare non è presente in zona allo stato naturale.</b><br />
<b>Negli altri casi occorre valutare le temperature medie mensili e le precipitazioni riferite ad una serie storica di anni e confrontarle con le esigenze del tartufo.</b><br />
<b>Nei riguardi del suolo è opportuno aprire un profilo pedologico al fine di effettuare un’analisi fisico-</b><wbr /><b>chimica di campioni prelevati nei diversi orizzonti. </b><br />
<b>Le analisi che si ritengono importanti sono: granulometria, pH, quantità di carbonati totali e solubili, percentuale di materia organica e rapporto C/N. </b><br />
<b>Oltre all&#8217;analisi è bene osservare il suolo durante il periodo estivo per verificare la presenza di screpolature più o meno evidenti: quando si verificano crepe evidenti (0,5 &#8211;</b><wbr /><b> 2 cm) significa che l’argilla presente è ti tipo espandibile poco idonea alla crescita dei tartufi.</b><br />
<b>Oltre ai dati relativi ai caratteri del suolo e del clima è opportuno verificare l’altitudine, l’esposizione e l’inclinazione del suolo. </b><br />
<b>Questi dati sono molto utili al tecnico che deve valutare la effettiva possibilità di coltivare con successo almeno una specie di tartufo. </b><br />
<b>Al fine di individuare la specie di pianta tartufigena di qualità, nello studio dell’ambiente è opportuno verificare la presenza delle specie simbionti che vivono allo stato naturale nei pressi del terreno destinato all&#8217;impianto della tartufaia. </b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber melanosporum Vittad</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>I terreni idonei al tartufo nero pregiato sono generalmente ricchi di scheletro calcareo, sono molto permeabili e provengono da rocce calcaree anch&#8217;esse permeabili. </b><br />
<b>La terra fine è equilibrata nei componenti sabbia limo e argilla, ha una reazione sub-</b><wbr /><b>alcalina (pH 7,8-</b><wbr /><b>8.3), è ben dotata di materia organica e ricca di carbonato di calcio totale e solubile. </b><br />
<b>Può avere uno spessore limitato pur preferendo terreni profondi dove le piante simbionti e il tartufo ad esse unito, trovano buone condizioni di vita.</b><br />
<b>La valutazione del terreno, oltre all’analisi fisica e chimica del suolo, va effettuata in loco per valutare l’orografia, l’eventuale plasticità del suolo e la reale permeabilità che deve consentire di camminare sul terreno senza sporcarsi troppo le scarpe subito dopo una pioggia.   Da preferire sono i seminativi non troppo scoscesi e ben soleggiati, mentre si devono scartare gli arativi abbandonati dove si è sviluppata una vegetazione legnosa di arbusti e giovani alberi: in questi casi  è opportuno eliminare la vegetazione e coltivare il terreno con una coltura erbacea per almeno 2-</b><wbr /><b>3 anni. </b><br />
<b>Il clima preferito dal tartufo nero è di tipo sub-</b><wbr /><b>mediterraneo caratterizzato da una primavera ed un autunno piovosi, un’estate non eccessivamente siccitosa ed un inverno mite. </b><br />
<b>In particolare il clima favorevole è caratterizzato da un’estate non eccessivamente calda e rinfrescata da periodiche pioggerelle (fenomeno dell’arrabbiaticcio) e da un autunno non eccessivamente piovoso. </b><br />
<b>Le gelate invernali sono nocive ai corpi fruttiferi soprattutto se sono superficiali.</b><br />
<b>La presenza di tartufaie naturali nei pressi del terreno destinato all&#8217;impianto sono un indice di buona idoneità climatica ma non di idoneità pedologica perché il suolo può variare nell&#8217;arco di qualche metro.</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber aestivum Vittad</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Il tartufo estivo o scorzone cresce in ambienti con caratteri pedologici e climatici molto diversi facendo supporre la presenza, nell&#8217;ambito della specie, di più ecotipi adattati a condizioni ambientali diverse. Vive, infatti, dal livello del mare fino a 1200 – 1500 m di quota. </b><br />
<b>Questo fatto suggerisce l’utilizzazione, in tartuficoltura, di piante micorrizate con il tartufo locale a garanzia di una migliore adattabilità ambientale.</b><br />
<b>Il suolo ideale è sufficientemente permeabile, aerato negli strati superficiali, a reazione sub-</b><wbr /><b>alcalina equilibrato nei confronti del contenuto in sabbia, limo e argilla. </b><br />
<b>Il tartufo estivo si adatta a vivere in suoli alquanto diversi purché di natura calcarea e non eccessivamente compatti. </b><br />
<b>Nei terreni fortemente argillosi i corpi fruttiferi si sviluppano nello strato più superficiale di suolo e spesso affiorano: per questo motivo sono facile preda di insetti, anellidi, animali e uccelli che provocano il deprezzamento del prodotto. </b><br />
<b>E’ capace di sopportare un buon grado di ombreggiamento che gli consente di vivere anche in bosco.   Dove cresce si formano pianelli meno evidenti rispetto a quelli del tartufo nero pregiato. </b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><br />
<b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber aestivum Vittad. forma uncinatum (Chatin) Fischer</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>L’ambiente di crescita del tartufo uncinato è caratterizzato da estati sufficientemente fresche e tali da consentire ai corpi fruttiferi di superare il periodo estivo e di maturare in autunno-</b><wbr /><b>inverno.</b><br />
<b>Il terreno è generalmente più ricco di materia organica e più soffice rispetto a quello richiesto dal tartufo estivo. </b><br />
<b>Anche in questo caso la natura del suolo deve essere calcarea. Nei boschi è possibile raccogliere il tartufo uncinato anche nel suolo acido purché sia presente scheletro calcareo: nelle faggete presenti su terreno calcareo spesso si forma uno spesso strato di terreno decalcificato e ricco di humus dove si possono raccogliere esemplari di tartufo uncinato ma solo in presenza di rocce affioranti o cumuli di sassi.  Comunemente si raccoglie nei boschi dove la calura estiva è mitigata dall&#8217;ombreggiamento e dall&#8217;altitudine e dove si conserva un minimo di umidità anche durante l’estate.</b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber brumale Vittad. e Tuber brumale Vittad. var. moschatum Ferry</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Il tartufo nero invernale nella sua forma tipica ed il tartufo moscato, preferiscono terreni con una costituzione simile a quelli dove vive il tartufo nero pregiato, ma più poveri di carbonato di calcio, tendenzialmente più argillosi, non eccessivamente permeabili e pertanto capaci di mantenere più a lungo l’umidità. </b><br />
<b>Nelle tartufaie coltivate di tartufo nero pregiato sottoposte a frequenti irrigazioni si può verificare la produzione di carpofori di T. brumale o della sua var. moschatum: nei suoli poveri di carbonati l’irrigazione favorisce la lisciviazione dei carbonati e aumenta l’umidità del suolo rendendolo idoneo alla loro produzione. </b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber macrosporum Vittad</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Il tartufo nero liscio cresce negli ambienti di fondovalle su terreni profondi e freschi tipici del tartufo bianco; rispetto a quest’ultimo può vivere anche in terreni più compatti e di colore bruno-</b><wbr /><b>rossastro. </b><br />
<b>Vive anche in suoli con limitata presenza di carbonati a condizione che sia garantito un discreto grado di umidità ed un buon ombreggiamento. </b><br />
<b>Le tartufaie naturali sono situate principalmente nei terreni di fondovalle poco soleggiati a quote comprese tra 0 e 1000 m s.l.m.. </b><br />
<b>Le particolari esigenze ambientali di questa specie possono consentire la coltivazione dei tartufi nelle zone di fondovalle dove non è possibile coltivare il tartufo bianco pregiato.</b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber magnatum Pico</b><br />
<b></b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Il tartufo bianco vive nei terreni dinamici, di colore grigio-</b><wbr /><b>verdastro, profondi, freschi, sciolti, sabbioso-</b><wbr /><b>limosi o limoso argillosi, poveri di scheletro, permeabili, a reazione sub-</b><wbr /><b>alcalina, ricchi di carbonato di calcio e di potassio, poveri di azoto e di fosforo, dotati di un sufficiente grado di umidità durante tutte le stagioni e molto soffici (densità apparente 1,1-</b><wbr /><b>1,2). </b><br />
<b>Il terreno, inoltre, è dinamico, ricco di macropori interconnessi e quindi ben aerato. </b><br />
<b>Le zone di raccolta si rinvengono nei boschi soprattutto di fondovalle, lungo i corsi d&#8217;acqua, nei versanti delle colline dove si accumula un sufficiente grado di umidità, e più raramente in prossimità di piante isolate.</b><br />
<b>Nelle tartufaie naturali produttive si rilevano sempre microclimi ben definiti ed uniformi, caratterizzati da limitate temperature estive, poco pronunciate escursioni termiche giornaliere e stagionali, elevata umidità dell&#8217;aria.   Dove cresce il tartufo bianco non si formano i pianelli al pari dei tartufi neri. </b><br />
<b>Questo carattere rende difficoltosa la raccolta di rapina effettuata zappando l&#8217;intera tartufaia come si verifica per i tartufi neri.</b><br />
<b>La profondità di raccolta varia da pochi centimetri (2-</b><wbr /><b>5 cm) fino a oltre mezzo metro; di norma la maggior parte di tartufi bianchi si trova a profondità comprese tra 5 e 20 cm.</b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Ambiente idoneo alla coltivazione di Tuber borchii Vittad</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>L’ambiente preferito dal tartufo bianchetto è caratterizzato da un clima mediterraneo e da terreni permeabili, generalmente sabbiosi, ben soleggiati, calcarei e con una reazione variabile da neutra a sub-</b><wbr /><b>alcalina a lievemente sub-</b><wbr /><b>acida. </b><br />
<b>Nei terreni fortemente argillosi la produzione è nulla o caratterizzata da esemplari superficiali di piccole dimensioni. </b><br />
<b>Preferisce le esposizioni ventilate e le zone lievemente pendenti situate da 0 fino a 1000 m di quota. </b><br />
<b>Rifugge le zone di fondovalle.</b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Idonee tecniche colturali di pre-</b><wbr /><b>impianto, impianto e post-</b><wbr /><b>impianto</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Va premesso che ogni intervento colturale di seguito descritto dovrebbe essere consigliato da esperti in tartuficoltura perché ogni tartufaia ha una sua specificità dovuta alle condizioni di suolo, orografia e clima, pertanto necessita di particolari cure colturali.</b><br />
<b></b></span></p>
<h3><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Pre-</b><wbr /><b>impianto</b></span></h3>
<p><span class="fs28 ff2 cf0"><b>Una volta verificata la possibilità di coltivare una specie di tartufo nell’ambiente a disposizione (fase molto importante), occorre fare una serie di attività e scelte fondamentali per la buona riuscita della tartufaia:</b><br />
</span></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">Preparazione del terreno<br />
</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Prima della messa a dimora delle piante è necessario preparare il terreno per creare le migliori condizioni allo sviluppo delle piante simbionti e delle micorrize presenti nel loro apparato radicale.<br />
</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">Scelta della specie di pianta tartufigena<br />
</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">La specie di pianta tartufigena va individuata tra le piante simbionti che sono presenti allo stato spontaneo in zona.Per non alterare il paesaggio è opportuno utilizzare una specie (o più specie in consociazione) scelte tra le piante simbionti spontanee nella zona d’impianto.<br />
</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">Reperimento delle piante tartufigene<br />
</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">L’Associazione &#8220;Pianta tartufigena di qualità&#8221; controlla che i vivai associati forniscano piante micorrizate di eccellente qualità ottenute seguendo un razionale protocollo di produzione, sane, ben lignificate, sviluppate e provviste dei certificati di origine forestale e di idoneità tartufigena.<br />
</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">Densità d’impianto<br />
</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">La densità d’impianto va valutata in base alle dimensioni che raggiungeranno le piante simbionti nella zona di coltivazione, alle esigenze di ombreggiamento della specie di tartufo coltivata e alle programmate potature.<br />
Le densità medie possono essere aumentate o diminuite in base alle condizioni ambientali del sito d’impianto.<br />
</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="fs28 ff2 cf0">Sesto d’impianto</span></strong><strong><span class="ff2 cf0 fs28"><br />
</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">La disposizione delle piante in una piantagione viene studiata in funzione della viabilità interna e della possibilità di esecuzione delle operazioni colturali.<br />
Le disposizioni più comuni sono in quadro, a rettangolo e a quinconce.<br />
</span></strong></p>
<h3><strong><span class="ff2 cf0 fs28"><br />
Impianto</span></strong></h3>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">La realizzazione pratica di una tartufaia richiede particolare attenzione nel momento della collocazione a dimora delle piante micorrizate.<br />
In particolare è importante non rompere il pane di terra della pianta tartufigena e fare attenzione alla profondità d’impianto (il pane di terra della pianta deve essere collocato solo 1-<wbr />2 cm al di sotto del piano del terreno).<br />
</span></strong></p>
<h3><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Post-<wbr />impianto</span></strong></h3>
<p><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Nella vita di una tartufaia vengono distinti due periodi che richiedono interventi colturali diversi:<br />
Periodo improduttivo che si protrae dalla messa a dimora delle piante fino all’inizio della produzione.<br />
In questo periodo gli interventi colturali hanno lo scopo di favorire la crescita della pianta simbionte e delle micorrize presenti nel loro apparato radicale;<br />
Periodo produttivo che va dall’inizio della produzione fino all’esaurimento produttivo della tartufaia.<br />
Gli interventi colturali hanno lo scopo di favorire la formazione e l’accrescimento dei corpi fruttiferi.<br />
I possibili interventi colturali che saranno diversi a seconda del periodo produttivo, della specie di tartufo e delle condizioni ambientali sono: </span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Inoculo sporale;</span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Irrigazione; </span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Sarchiatura; </span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Potatura; </span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Pacciamatura;</span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Taglio della vegetazione erbacea;</span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Difesa parassitaria;</span></strong></li>
<li><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Valutazione dell’andamento della micorrizazione;</span></strong></li>
<li><strong><strong><span class="ff2 cf0 fs28">Ammendamenti e correzioni del suolo.</span></strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>Non essendo generalizzabili, gli interventi colturali vanno studiati e decisi, caso per caso, da un tecnico esperto di tartuficoltura.</strong></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piantatartufigenadiqualita.it/elementi-della-tartuficoltura/">Elementi della Tartuficoltura</a> proviene da <a href="https://www.piantatartufigenadiqualita.it">Pianta Tartufigena di qualità</a>.</p>
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