Ectomicorrize

micorrize blurbAlcuni generi di funghi stabiliscono rapporti nutrizionali con varie specie di piante superiori. La sede dei rapporti nutrizionali è limitata agli apici radicali i quali si modificano dando origine alle micorrize. In esse si verifica lo scambio dei nutrienti: il fungo, mediante le proprie ife che esplorano il terreno, assorbe sali minerali ed acqua che cede alla pianta e, come ricompensa, riceve le sostanze elaborate che la pianta produce a seguito della sintesi clorofilliana.
A seconda di dove avvengono i rapporti nutrizionali si distinguono tre tipi di micorrize: endomicorrize, ectoendomicorrize, ectomicorrize. Nelle prime lo scambio avviene all’interno delle cellule presenti nel cilindro corticale della radice dove si formano particolari strutture come gomitoli di micelio, vescicole, ecc.
Nel caso delle ectomicorrize gli scambi avvengono negli spazi intercellulari del cilindro corticale della radice.

In questo caso il micelio si sviluppa all’esterno della radice formando una specie di cappuccio dell’apice radicale (micoclena), l’apice ipertrofizza ed assume la forma di una clava. Dalla micoclena si dipartono ife che esplorano il terreno circostante ed ife che penetrano negli spazi intercellulari del cilindro corticale dove formano una specie di reticolo (reticolo di Hartig) dove si verificano gli scambi nutrizionali.

Le micorrize ectoendotrofiche sono caratterizzate da una forma di passaggio delle due forme di micorrize precedenti.
In generale, ogni fungo produce micorrize con caratteri particolari e pertanto riconoscibili morfologicamente e/o biomelecolarmente.
Le specie di tartufo producono diverse forme di ectomicorrize
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Micorrize di Tuber melanosporum Vittad

Le micorrize prodotte da Tuber melanosporum sono generalmente di forma clavata con apice arrotondato e spesso sono molto ramificate secondo uno schema monopodiale pinnato.
Il colore varia con l’età della micorriza, da giovani sono di colore ocraceo con apice più chiaro e poi diventano di colore uniformemente ambra.
Le dimensioni variano da 0,2 a 3-4 mm di lunghezza e circa 0,3 mm di spessore.
La micoclena, vista al microscopio ottico, ha un aspetto a puzzle uniforme e ben delineato.
Dalla micoclena, durante la fase di sviluppo, si originano cistidi che possono raggiunge 300 µm di lunghezza e 3-4 µm di spessore.
Questi sono provvisti di ramificazioni ad angolo aperto (90-45°): carattere che distingue le micorrize del tartufo nero.
Nei periodi di quiescenza le micorrize sono prive dei cistidi.

Micorrize di Tuber brumale Vittad

Hanno forma clavata od oblunga con l’estremità arrotondata.
Possono essere semplici o ramificate secondo lo schema monopodiale pinnato.
Il colore è ambra con l’estremità quasi bianco nelle micorrize giovani mentre è bruno uniforme in quelle vecchie.
In media sono lunghe 2,0 mm ed hanno uno spessore di 0-25 mm.
La micoclena assume un aspetto a puzzle.
Dalla micoclena prendono origine spinule robuste, lunghe mediamente 60 µm, di colore giallo e dilatate alla base in corrispondenza della loro inserzione.

Micorrize di Tuber macrosporum Vittad

Le micorrize di questa specie sono clavate od oblunghe e spesso molto ramificate.
Il colore nelle micorrize giovani è ambra chiaro, con la parte apicale più chiara, e più scure e uniformi da adulte.
La micoclena è di tipo a puzzle ma con contorni meno sinuosi rispetto alle altre specie.
Particolari sono i cistidi che hanno una parte prossimale larga con parete ispessita, di colore giallastro, e una porzione distale più sottile, ialina, provvista di frequenti ramificazioni ad angolo retto e possibili anastomosi con le ife vicine.

Micorrize di Tuber aestivum Vittad

Sono di forma cilindrica, leggermente clavate all’apice, semplici o poco ramificate.
Il colore è ocraceo nelle fasi giovanili e diventa marrone in quelle adulte e quiescenti.
Le dimensioni medie sono di 2-3 cm di lunghezza e 0,3 di spessore.
La micoclema, vista al microscopio ottico, ha un aspetto reticolato con maglie poligonali provviste di 3-6 lati alquanto dritti.
I cistidi sono molto lunghi (fino a oltre 600 µm), hanno uno spessore di 2-3 µm, sono di colore giallo ocra, molto fitti e sinuosi soprattutto nella parte terminale.

Micorrize di Tuber brumale Vittad. forma moschatum De Ferry

Le micorrize non si distinguono da quelle di Tuber brumale.

Micorrize di Tuber magnatum Pico

Hanno forma cilindrica con apice arrotondato, raramente sono clavate.
Possono essere semplici o ramificate secondo lo schema monopodiale pinnato.
Il colore è grigio-ambra con screziature grigio-verdastre da adulte e ialine o ialine giallastre da giovani.
Le dimensioni medie sono di 1-1,5 mm di lunghezza e circa 0.3 mm di diametro.
La micoclena ha una struttura a puzzle con lineamenti molto lobati.
I cistidi hanno una debole tonalità ambra, sono plurisettati, semplici o provvisti di ramificazioni ad angolo retto.
Sono lunghi fino a 390 µm, hanno uno spessore di 3-5 µm, sono rigidi ed hanno la superficie rigida.

Micorrize di Tuber aestivum Vittad forma uncinatum (Chatin) Fischer

Le micorrize hanno la stessa morfologia di Tuber aestivum da cui non si differenziano.

Micorrize di Tuber mesentericum Vittad

Questa specie presenta micorrize simili a quelle di Tuber aestivum.
La micoclena appare reticolata e i cistidi sono meno sinuosi rispetto a quelli del tartufo estivo.
Queste micorrize si distinguono perché alcuni cistidi sono biforcati alla base: carattere assente in Tuber aestivum.

Micorrize di Tuber borchii  Vittad

Sono oblungo-clavate, ramificate dicotomicamente nelle conifere e secondo lo schema piramidale pinnato nelle latifoglie.
Sono di colore ocra bruno nelle micorrize adulte e ocra chiaro con la parte apicale quasi bianca in quelle giovani.
Le dimensioni medie sono di 2,3 mm di lunghezza e 0,2-0,3 di diametro.
La micoclena appare con un disegno a Puzzle con linee moderatamente sinuose.
Dalla micoclena prendono origine le spinule che sono ialine o giallo tenue, dilatate alla base e con pareti fortemente ispessite.
Lo spessore alla base e mediamente di 4,5 µm e la lunghezza media è di cira 90 µm
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